C’è un luogo dove le canzoni di Paolo Conte non si ascoltano: si guardano.
Dal 5 novembre 2025 fino al 1 marzo 2026, Palazzo Mazzetti accoglie la mostra “Paolo Conte. Original”, che sposta il silenzio al centro della scena. Prima della voce roca, prima del pianoforte, c’è il disegno, il colore. Un tocco rapido, in cui può esserci sia ironia che malinconia.
In un tempo lontano Paolo Conte era un ragazzo di Asti che riempiva fogli di arte. Il clamore dei teatri pieni e delle tournèe internazionali è preceduto da un lavoro silenzioso, ma che arriva al cuore di chi guarda.
Le opere non illustrano le sue canzoni, le anticipano: Figure slanciate, volti inclinati, musicisti sproporzionati, atmosfere da cabaret notturno che comunicano una sottile ironia. Nei rossi improvvisi e nei neri profondi vibra l’elegante malinconia di Via con me o Sotto le stelle del jazz. L’ immagine è musica, la musica è immagine e Paolo Conte affida a chi osserva l’ultima battuta.
Che la mostra sia nella sua città natale non è un caso: Asti è una radice che trattiene e insieme libera. Qui, Paolo Conte smette di essere “soltanto” il cantautore amato e celebrato in tutto il mondo e torna ad essere ciò che forse è sempre stato: un narratore visivo, un artigiano dell’immaginazione, un inventore di atmosfere.
Visitare la mostra è un modo per scoprire una musica diversa, che non si limita a farsi ascoltare ma si vuole far vedere.
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