Un nuovo allestimento multimediale racconta e valorizza il ricco nucleo di disegni di Leonardo da Vinci della Biblioteca Reale.
Entrare in quella sala è come attraversare una soglia invisibile. Non è solo un nuovo allestimento: è un’esperienza che ti prende per mano e ti accompagna dentro il pensiero di Leonardo.
Dal 8 marzo 2025, ai Musei Reali di Torino, al primo piano della Galleria Sabauda, ha aperto Uno spazio per Leonardo / Leonardo per lo spazio, un ambiente permanente pensato per raccontare e valorizzare il nucleo straordinario di disegni di Leonardo da Vinci custoditi nella Biblioteca Reale. Tredici autografi di valore inestimabile – tra cui il celeberrimo Autoritratto – acquistati da Carlo Alberto nel 1840 e oggi troppo delicati per essere esposti con continuità.
Eppure, in questa sala neobarocca decorata a stucchi, Leonardo è ovunque.
Le pareti si accendono di scritture e disegni, riflessi in uno scrigno specchiante che occupa il centro dello spazio come un cuore pulsante. Gli uccelli di carta sospesi sembrano librarsi nell’aria – un richiamo diretto al Codice sul volo degli uccelli, arrivato a Torino nel 1893, dove studio anatomico, meccanica e visione poetica si intrecciano senza gerarchie. Guardandoli, si ha la sensazione che il volo non sia solo un tema scientifico, ma una metafora della mente.
Un touch screen permette di sfogliare integralmente il Codice sul volo; un’installazione immersiva – Leonardo da Vinci: la visione del Genio tra reale e virtuale, ideata da Mnemosyne – invita a entrare letteralmente nell’Autoritratto. La tecnologia non sovrasta: amplifica. Non sostituisce l’opera, ma ne estende il respiro.
E poi c’è quella storia che sembra uscita da un romanzo: l’Autoritratto e il Codice riprodotti in un microchip e inviati su Marte a bordo del Rover Curiosity nel 2011. Leonardo che approda sul pianeta rosso nel 2012, accolto dalla NASA grazie a un’idea nata in Italia. È un cortocircuito temporale vertiginoso: il Rinascimento che dialoga con l’esplorazione spaziale. Il genio che continua a viaggiare.
In mezzo a stucchi dorati e superfici riflettenti, si avverte una tensione sottile tra materia e visione. Il passato non è celebrato come reliquia, ma attivato come energia. Leonardo non è fermo nel tempo: è movimento puro.
La scelta di collocare questo spazio nel cuore del percorso della Galleria Sabauda, in un punto di grande affluenza, è significativa. Non un luogo appartato, ma un centro. Un crocevia. Un invito a rallentare.
Uscendo dalla sala, resta una sensazione precisa: non abbiamo solo osservato dei disegni. Abbiamo abitato un pensiero.
In un’epoca che consuma immagini a velocità vertiginosa, Uno spazio per Leonardo ci ricorda che il disegno è un atto di conoscenza, un modo per arrivare all’essenza delle cose. E che il genio, quando è autentico, non appartiene al passato: continua a esplorare, a interrogare, a volare.