C’è sempre qualcosa di speciale nell’avvicinarsi ad Artissima. Sarà l’aria frizzante di Torino a fine ottobre, sarà la luce che filtra dalle grandi vetrate dell’Oval Lingotto, o forse la sensazione di essere davanti a un portale, più che a una fiera. Un portale che ci spalanca mondi.
Quest’anno quel portale si apre dal 31 ottobre al 2 novembre 2025 (con preview il 30), e ci invita a salire tutti a bordo di una Nave Spaziale chiamata Terra. È questo, infatti, il titolo e il filo conduttore della trentaduesima edizione: un invito a riflettere sul nostro pianeta come una navicella in viaggio, fragile e preziosa, di cui siamo tutti piloti. Una visione che nasce dal pensiero visionario di Richard Buckminster Fuller e che il direttore Luigi Fassi, al suo quarto anno alla guida, ha scelto per condurci in un viaggio artistico che è anche una presa di coscienza.
Artissima, si sa, non è solo una fiera: è un crocevia di idee, intuizioni, linguaggi che spingono oltre. Quest’anno saranno 176 le gallerie da tutto il mondo (33 Paesi, 5 continenti!) a trasformare Torino in un laboratorio globale dell’arte contemporanea. Dall’Europa dell’Est all’America Latina, dalla Corea al Brasile, fino ai nomi italiani che sono ormai garanzia di qualità, la geografia di Artissima è un mosaico vibrante di storie e visioni.
Le sezioni storiche — Main Section, Monologue/Dialogue, New Entries e Art Spaces & Editions — si intrecciano alle tre sezioni curate: Present Future (dedicata ai talenti emergenti), Back to the Future (che riscopre pionieri del ‘900) e Disegni (l’unica sezione in Italia interamente dedicata al disegno su carta). C’è spazio per l’inedito, per la ricerca, per lo stupore.
E non mancano i riconoscimenti: i premi storici e le nuove collaborazioni continuano a valorizzare artisti, galleristi e progetti, creando un dialogo virtuoso con musei, collezionisti e istituzioni. Dal Premio illy Present Future, che festeggia 25 anni, al Premio Diana Bracco per le galleriste imprenditrici, fino al Premio Pista 500 che porta l’arte sul tetto del Lingotto: ogni premio è un tassello di una mappa che si allarga ogni anno di più.
Anche l’identità visiva della fiera, curata dallo studio torinese FIONDA, racconta questa tensione verso il nuovo: il logo capovolto e ricomposto diventa parentesi che abbracciano idee, il rosa acceso è una dichiarazione di energia e sperimentazione.
Entrare ad Artissima è ogni volta come sfogliare un atlante immaginario: ci si perde, ci si emoziona, si torna a casa con nuove domande. Questa edizione promette di essere una vera bussola per navigare le complessità del presente attraverso l’arte.
Perché sì, la nostra Terra è una nave spaziale senza istruzioni. Ma artisti e visionari, ancora una volta, ci offrono mappe per il viaggio.