Ricercare, interpretare ed esporre il patrimonio culturale, materiale e immateriale, con la partecipazione della comunità, è uno dei ruoli essenziali di un museo. Su queste basi, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torinodedica una grande mostra a una storia di eccellenza piemontese ancora poco conosciuta: quella del conte Ignazio Alessandro Cozio di Salabue, in occasione dei 270 anni dalla sua nascita.
Nato a Casale Monferrato il 14 marzo 1755, Cozio fu il più importante collezionista e studioso di strumenti ad arco del suo tempo. A differenza di altri appassionati mossi da interessi puramente estetici, il conte applicò un metodo rigoroso: documentò la provenienza degli strumenti, studiò le caratteristiche costruttive, confrontò le scuole liutarie e annotò con cura le tecniche dei maestri, anticipando in qualche modo l’approccio organologico moderno.
La mostra, curata da Giovanni Accornero e Duane Rosengard in collaborazione con l’Associazione Il Salabue, presenta 20 strumenti ad arco di eccezionale valore storico, tra cui 12 appartenuti al conte Cozio, esposti in gran parte per la prima volta al pubblico. Tra questi spiccano due violini di straordinaria importanza: un Antonio Stradivari del 1718, appartenuto a Giovanni Battista Viotti, e un Giuseppe Guarneri “del Gesù” del 1736, appartenuto a Gaetano Pugnani, accompagnati dai ritratti dei due celebri violinisti, incluso il ritrovato ritratto di Viotti eseguito da Élisabeth Vigée Le Brun.
Il percorso espositivo comprende strumenti di Guadagnini, Nicolò Amati e Carlo Bergonzi, nonché violini dei fratelli Celoniato, mandolini e chitarre dei figli di Guadagnini, offrendo una panoramica completa sul contesto musicale e culturale dell’epoca.
Un elemento innovativo della mostra è l’installazione 3D interattiva “La forma del suono”, che permette di esplorare in dettaglio il celebre violino “Salabue-Berta” costruito da Giovanni Battista Guadagnini nel 1774, con approfondimenti sulle annotazioni organologiche redatte dallo stesso conte. Completano l’esposizione oggetti e attrezzi provenienti dal “Fondo Stradivariano” e documenti d’archivio del “Carteggio Cozio”, che raccontano la figura del nobiluomo e il vivace ambiente musicale in cui operò.
Cozio rappresenta uno dei primi casi di collezionismo culturale e scientificamente informato, capace di combinare passione, studio e commercio di strumenti ad arco. Tra i tesori della sua collezione figurava il leggendario “Messia” di Stradivari (1716), oggi custodito all’Ashmolean Museum di Oxford. Nel 1775, acquistò dal figlio di Antonio Stradivari l’intero fondo della bottega, comprendente forme, strumenti e disegni preparatori, preservando un patrimonio fondamentale per la storia della liuteria cremonese.
La mostra a Palazzo Madama non è solo un omaggio a un grande collezionista piemontese, ma anche un’occasione unica per scoprire strumenti di rara bellezza e immergersi in un mondo di artigianato, musica e cultura che ha contribuito a definire l’eccellenza italiana nella liuteria.