Primavera in musica alla Peschiera della Reggia di Caserta

Il 21 marzo la Reggia di Caserta celebra l’arrivo della primavera con un evento speciale che unisce arte, paesaggio e memoria: Festa di primavera alla Peschiera, una mattinata immersiva tra musica e danza nel suggestivo scenario del Bosco Vecchio.

La Reggia di Caserta celebra la primavera con un evento ampliato e ancora più suggestivo: la Festa di primavera alla Peschiera si svolgerà il 21 e 22 marzo, tra musica, danza e una speciale esperienza sull’acqua.

Cuore dell’iniziativa è la riapertura della Peschiera grande, capolavoro realizzato nel 1762 da Carlo Vanvitelli e Francesco Collecini nel Bosco vecchio del Parco reale, restituita al pubblico dopo un importante intervento di restauro.

Arte e paesaggio in dialogo

Sabato 21 marzo (11.30–13.30) prende vita “Vie d’acqua, specchi del tempo”, progetto immersivo ideato da Eugenio Ottieri: un percorso diffuso tra musica e danza lungo le sponde della Peschiera, con ensemble che attraversano epoche diverse—dal Settecento al contemporaneo—e coreografie di Annamaria Di Maio, in dialogo continuo con il paesaggio.

Camminare sull’acqua

La novità di questa edizione è la possibilità di raggiungere l’isolotto centrale grazie a una passerella galleggiante:

  • Sabato 21 marzo: apertura 14.30–17.00

  • Domenica 22 marzo: 10.30–13.00 e 14.30–17.00

L’accesso avviene in piccoli gruppi (10 persone ogni 30 minuti), con prenotazione in loco. Sono richiesti abbigliamento comodo, scarpe antiscivolo e documento d’identità; l’esperienza è riservata ai maggiori di 14 anni.

Un’esperienza simbolica

Tra natura, acqua e arti performative, la Festa di Primavera trasforma la Peschiera in un luogo di attraversamento e scoperta, dove il pubblico diventa parte integrante della scena.

L’iniziativa, inserita nel Piano di Valorizzazione del Museo e sostenuta da Regione Campania e Scabec, è accessibile con biglietto o abbonamento, senza prenotazione per gli spettacoli.

Un invito a vivere la Reggia di Caserta in modo inedito: non solo da osservare, ma da attraversare—letteralmente—sull’acqua.

Foto di copertina Marco Ferraro
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