Ci sono titoli che non sono soltanto un tema editoriale, ma una dichiarazione di prospettiva.
Quello scelto per l’edizione 2026 del Salone Internazionale del Libro di Torino – Il mondo salvato dai ragazzini – appartiene certamente a questa categoria.
Il riferimento è all’omonimo libro di Elsa Morante, ma oggi quella frase assume una risonanza particolare. Non è soltanto una citazione letteraria: è quasi un invito a cambiare punto di vista.
Guardare il mondo attraverso lo sguardo dei ragazzi significa accettare una forma di curiosità radicale. I più giovani possiedono infatti una capacità che spesso gli adulti perdono con il tempo: quella di interrogare la realtà senza dare nulla per scontato.
In un’epoca attraversata da trasformazioni rapide e profonde, questa attitudine non è un dettaglio. È una risorsa culturale.
Il Salone del Libro sembra intercettare proprio questa esigenza. Negli ultimi anni la manifestazione torinese si è progressivamente trasformata in qualcosa di più di una grande fiera editoriale: un laboratorio culturale dove editoria, educazione e arti dialogano tra loro.
Non è un caso che l’inaugurazione sia affidata alla scrittrice britannica Zadie Smith, una delle voci più lucide della narrativa contemporanea, spesso impegnata a raccontare le tensioni della formazione individuale e le domande che accompagnano il passaggio dall’infanzia all’età adulta.
Accanto ai grandi incontri letterari, uno degli spazi più vitali della manifestazione resta Bookstock, l’area dedicata ai giovani lettori. Qui bambini e ragazzi non sono semplicemente spettatori: partecipano a laboratori, dialogano con autori e illustratori, sperimentano modi diversi di incontrare le storie.
È un segnale importante di un cambiamento più ampio. Sempre più musei, biblioteche e istituzioni culturali stanno ripensando il proprio rapporto con l’infanzia. Il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, per esempio, rappresenta da anni uno dei laboratori più interessanti in questo campo, dimostrando come anche l’arte contemporanea possa dialogare con lo sguardo curioso dei bambini.
Aprire uno spazio dedicato alla lettura per bambini e ragazzi su News from Museums nasce proprio da questa consapevolezza. Se la cultura riguarda il modo in cui una società costruisce il proprio immaginario, allora il rapporto tra le nuove generazioni e i libri non può restare ai margini del discorso culturale.
È da questa convinzione che nasce anche l’impegno di Fili di Rame APS, associazione che pone al centro del proprio lavoro il benessere delle nuove generazioni attraverso la cultura. Nei laboratori di lettura emerge spesso una sorpresa semplice ma preziosa: quando un bambino incontra un libro che lo coinvolge davvero, si apre uno spazio di immaginazione, dialogo e libertà.
La lettura non è soltanto un’abitudine educativa. È un esercizio di immaginazione civile.
Leggere significa imparare a vedere il mondo da prospettive diverse, dare forma alle domande, abitare storie che ampliano il nostro orizzonte.
Forse è proprio questo il senso più attuale del titolo scelto per il Salone di quest’anno.
Non che i ragazzi debbano salvare il mondo da soli, ma che senza il loro sguardo il mondo rischia di diventare molto meno immaginabile.
Da questa idea nasce anche una nuova rubrica dedicata ai libri per l’infanzia e ai giovani lettori: uno spazio per osservare come nascono le prime biblioteche personali, quelle che accompagnano la crescita e costruiscono il nostro modo di guardare il mondo.
Manifesto dell’edizione 2026
Il manifesto de Il mondo salvato dai ragazzini. Per l’illustrazione Gabriella Giandelli ha immaginato l’energia e la forza incontenibile di un gruppo di ragazzini che si nascondono dietro a un muro vegetale. La loro forza è prorompente e irriverente, nutre e fa crescere la speranza in un mondo più vero. Un mondo in cui il fantastico e il sogno possono esistere insieme alla realtà, nello stesso tempo. Il loro pensiero e la loro fantasia fanno germogliare le piante e sbocciare i fiori, riempie gli occhi e tutti i sensi di una nuova vitalità, fresca.
Gabriella Giandelli è nata nel 1963 a Milano dove vive e lavora. Si è diplomata all’Istituto d’Arte e in regia alla Civica Scuola di Cinema di Milano. A 20 anni ha iniziato a pubblicare storie e fumetti e a collaborare come illustratrice con quotidiani, riviste e case editrici, tra cui Mondadori, Einaudi, Actes-Sud, Éditions du Seuil, La Repubblica, Le Monde, New York Times. È autrice dei romanzi a fumetti Silent Blanket, Hanno aspettato un po’ poi se ne sono andate, Sotto le foglie, Interiorae e Lontano. Ha disegnato tessuti e oggetti per Alchimia, Memphis, Moroso, Alessi, Swatch e Egizia. I suoi disegni compaiono nei film L’amore molesto di Mario Martone, La ragazza Carla di Alberto Saibene, L’intrusa di Leonardo Di Costanzo e I limoni d’inverno di Caterina Carone. Le sue opere sono state esposte in numerose gallerie e musei nazionali e internazionali. Nel 2024 il suo lavoro a fumetti Lisa era presente al Centre Pompidou di Parigi all’interno della mostra La bande dessinée au Musée.